La famiglia ospitante è una famiglia, anche monoparentale, che ha deciso di ospitare una ragazza/o alla pari perché ha bisogno di un valido aiuto per la cura dei bambini.

L’au pair ha un età tra i 18 a 26 anni e giornalmente si prenderà cura dei vostri bambini con svolgimento di piccole faccende domestiche quotidiane in cambio di vitto, alloggio e di una paghetta settimanale. La ragazza sara’ considerata come un membro della famiglia, ed avrà una camera propria dove poter studiare e la possibilità di frequentare un corso di lingua italiana.
In qualità di famiglia ospitante avrete il compito di aiutarla ad inserirsi accogliendola amichevolmente, sapendo che all’inizio del suo soggiorno incontrerà difficoltà di espressione e nuove abitudini da comprendere e da seguire.

L’au pair si rivelerà un valido aiuto per la cura dei bambini: baby sitting, accompagnarli a scuola, andarli a prendere, portarli alle attività sportive, al parco, assisterli nei pasti, impartire lezioni di lingua straniera, fargli il bagnetto, vestirli e farli giocare. Si occuperà anche della pulizia della loro camera e la cura del guardaroba (lavatura e stiratura) e inoltre si renderà disponibile a dare un leggero aiuto nei lavori domestici non pesanti. Sono esclusi i lavori domestici pesanti perché la ragazza au pair non è e non deve essere considerata una domestica, date le sue caratteristiche e l’esclusivo scopo culturale del suo soggiorno in Italia.

L’ospite terrà in ordine e pulita la propria camera e provvederà personalmente alla propria biancheria e al proprio guardaroba (lavatura e stiratura, ecc).

Tra la famiglia e l’au pair verrà stipulato un accordo scritto in cui si specificano i doveri dell’ospite e le abitudini più rilevanti della famiglia.
Generalmente il tempo che l’au pair deve dedicare alla famiglia non supera le 5/6 ore al giorno e dovrà essere concentrato nella prima parte della mattinata o nel primo pomeriggio in modo tale che rimanga mezza giornata libera.
Lo scambio tradizionale dell’au pair si è anche sviluppato in altre diverse formule, un po’ per soddisfare l’esigenze della famiglia e un po’ perché capita che partecipino a questi scambi ragazze il cui percorso di studi è proprio inerente la cura dei bambini, dunque sicuramente più specializzate di altre nella cura dei piccolissimi come avviene per la mother’s help.

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